Santa Lucia

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Santa Lucia

La frazione di Santa Lucia si estende lungo un  terreno pianeggiante compreso tra la sponda sinistra del fiume Vomano e le prime propaggini collinari di Montepagano. La borgata agli albori del Risorgimento italiano si chiamava Villa Patrizi ed era un piccolo agglomerato rurale costruito in prossimità della villa campestre dei baroni Patrizi, in cui si trovava anche una cappella dove la domenica si celebrava la messa per i padroni e i contadini del posto. Gli storici locali sono risaliti all’iniziale nome della località tramite l’iscrizione su una lapide fusa nel bronzo di una piccola campana situata nel campaniletto a vento della cappella che ancora oggi fa risuonare i suoi rintocchi. L’iscrizione dice: “A devozione dei popoli – di villa Patrizi” ed è sormontata dallo stemma gentilizio della famiglia Patrizi e seguita dalla data: 1865.

Pochi anni dopo, in un cascinale di quell’agro, si verificò un avvenimento straordinario: il contadino Agostino Caralla, affetto da cecità, supplicava continuamente Santa Lucia perché lo liberasse dal male che l’aveva colpito. Improvvisamente l’infermo riacquistò la vista e i fedeli attribuirono la guarigione a un miracolo della vergine e martire di Siracusa. Da quel momento la cappella privata dei baroni Patrizi divenne la Chiesa di Santa Lucia e la denominazione passò prima alla contrada e poi all’agglomerato urbano che in quel tempo si andava formando lungo la stradicciola che dalla chiesa portava alla consortile del Vomano, come allora si chiamava l’attuale strada statale SS150.

Negli anni, però, la chiesa si andava deteriorando sempre più, così il parroco di Montepagano, don Antonio Pedicone, piuttosto che affrontare continue e costose riparazioni, decise di farla abbattere ricostruendo una nuova chiesa per gli abitanti della zona. Il sacerdote fu sorretto nell’impresa dalle offerte dei fedeli e da un modesto contributo del comune per il completamento del tetto, il che avvenne intorno al 1929. Nel frattempo nell’agro circostante erano sorte altre civili abitazioni e l’agglomerato urbano cominciò ad assumere l’aspetto di una piccola borgata, tanto che il Comune, il 28 novembre del 1949, vi istituì una fiera da tenersi l’ultima domenica di ogni mese. L’amministrazione delle Poste, il 18 dicembre 1951, vi aprì una ricevitoria postale e il consiglio comunale, il 9 dicembre 1955 deliberò l’elevazione a frazione di Santa Lucia.

L’importanza assunta dalla borgata non era sfuggita al vescovo di Teramo Monsignor Stanislao Battistelli, il quale il 7 ottobre 1956, smembrando l’antica pievania di Montepagano, vi creò la nuova parrocchia di Santa Lucia, alla cui giurisdizione assegnò anche il territorio di Casal Thaulero. A reggere la nuova parrocchia fu chiamato don Felice Di Blasio, ancora oggi, oltre 60 anni dopo, nello stesso posto con il medesimo ruolo. Don Felice, notato che la chiesa era incapace di accogliere i duemila e più fedeli dell’accresciuta comunità parrocchiale, propose al vescovo di costruire una nuova e moderna chiesa. Così, dopo aver ottenuto l’approvazione dei suoi superiori, prese subito contatto con la Pontificia commissione per l’arte sacra affinché portasse a compimento l’opera. La chiesa fu progettata dall’ingegner Elicio Valentini di Roseto. La scelta per la sua edificazione cadde su un terreno di proprietà di Serafino D’Andrea, situato un po’ più a nord-ovest della vecchia chiesa, nel mezzo di una zona di nuova lottizzazione destinata a generica edilizia privata, a circa cento metri dalla strada statale 150 del Vomano.

La prima pietra del nuovo luogo sacro, intestato sempre a Santa Lucia, fu posta il 5 maggio 1968, dopo aver murato una pergamena ai piedi dell’altare. Il documento ricorda che “In Santa Lucia di Roseto degli Abruzzi/ il 5 maggio 1968/ essendo Sommo Pontefice Paolo VI/ Presidente della Repubblica italiana Giuseppe Saragat/ Presidente del consiglio dei Ministri Aldo Moro/ Vescovo di Teramo Abele Conigli/ Prefetto della Provincia di Teramo Giuseppe Prestipino/ Sindaco di Roseto degli Abruzzi Goffredo Triboletti/ Parroco della Chiesa di Santa Lucia Felice Di Blasio/ dodici anni dalla fondazione della parrocchia/ eretta il 7 ottobre 1956 nella chiesa di villa Patrizi/ primitiva denominazione della borgata/ fu posta/ la prima pietra della nuova chiesa parrocchiale/ dedicata a Santa Lucia vergine e martire/ realizzata con il contributo dello Stato per il rustico/ completata con il generoso concorso della comunità parrocchiale e diocesana./ L’opera fu progettata dall’ingegner Elisio Valentini/ e realizzata dall’impresa De Federicis-Giorgio-Crispi/ di Roseto degli Abruzzi”. La ditta incaricata realizzò a tempo di record il rustico dell’opera “progettata su una planimetria quadrata” si legge nella relazione tecnica dell’ingegner Valentini, del 10 agosto 1966 “scandita agli spigoli dalla posizione dei quattro piloni posti a sostegno della volta parabolica-iperbolica che trova il suo punto di congiunzione in un vertice svettante corrispondente alla posizione zenitale del centro del quadrato perimetrico”. La consacrazione della chiesa avvenne il 25 dicembre 1970.

 

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